gabbiano

Ogni libro, per quanto curato, presenta comunque almeno uno o due errori fra le proprie righe.

L'ultimo passaggio prima della stampa definitiva di un testo è quello della correzione di refusi, sviste, lapsus, spazi, corsivi, ecc.

Gli strumenti materiali sono la penna rossa, il righello, il vocabolario e l'eventuale legenda che elenca le norme redazionali per la revisione.

Un racconto, un romanzo, una tesi di laurea, un articolo, un saggio, un pieghevole informativo che si vogliano dare alle stampe hanno bisogno di un occhio esterno allenato per individuare errori e piccole sviste che solitamente sfuggono a chi ha composto il testo e ne ha molta familiarità.

Una pagina, infatti, può avere un refuso senza essere fastidiosa per la lettura, ma di fronte a un numero elevato di errori (tempi verbali, accenti o apostrofi, sillabazione, maiuscole, punteggiatura, eccetera) chi sta leggendo potrebbe decidere di smettere o potrebbe pensare che chi ha stampato il documento non abbia fatto un lavoro accurato, magari per la fretta o per poco interesse.

Esistono tecniche sperimentate che consentono di fare una buona correzione e tratti grafici specifici che segnalano all’editore le modifiche necessarie prima della stampa definitiva.

Gli interventi di editing possono essere modulati secondo ogni esigenza: da una revisione leggera a una molto dettagliata.

Quando si parla di editing ci si riferisce a un intervento mimetico sul testo scritto, cioè a un'azione che corregge errori nella scrittura quali dimenticanze, cacofonie, ripetizioni, frasi contorte o troppo lunghe. Si possono anche proporre modifiche alla trama, all'ordine dei capitoli o al testo di interi paragrafi, ma non si agisce mai sullo stile e sui contenuti di fondo (temi, messaggi, obiettivi) di chi scrive.

Chi ha un racconto o un romanzo nel cassetto e desideri presentarlo a un editore o stamparlo autonomamente può aver bisogno di un occhio esterno sull’opera complessiva. È coerente? È avvincente? È troppo ripetitiva? L’ordine dei capitoli funziona? Il finale è interessante?

Volendo aumentare il livello di analisi: i dialoghi sono realistici? L’incipit cattura l’interesse? La caratterizzazione dei personaggi è abbastanza approfondita? Essi si muovono e parlano in maniera adeguata al proprio carattere?

E ancora: è necessario mostrare di più, rendendo le azioni più incisive e dettagliate? Le frasi sono troppo lunghe? Le descrizioni annoiano o sono troppo stringate? Potrebbe capitare un imprevisto in più che renda i conflitti più intriganti?

Si può fare editing anche su una tesi di laurea, un articolo, un saggio, un progetto. Un occhio esterno adeguatamente formato vede ciò che chi ha molta familiarità col testo, poiché l’ha scritto, può non cogliere.